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mercoledì, marzo 08, 2006

Principessa e il suonatore


Quindi abbiamo optato per un sound abbastanza scarno. il sax a un certo punto, però, entra, giusto? quando di preciso? suona poco e melodico o si sbizzarisce? io proporrei di fare quella frase all'unisono con me solo una volta (andrè, vedi quando è più opportuna col testo).
chiusura: sfumata o secca? secca chiusa (sul SIm) o secca ma in sospeso (tipo quella frase che stavamo vedendo con biagio)?
scusate lo stile telegrfico, ma sto partendo e ho frettissima...
ci sentiamo/leggiamo sabato!

10 Comments:

Blogger De Andrea said...

Abbiamo già discusso approposito del sassofono iniziale...credo che siamo tutti d'accordo sul non farlo cominciare. Comunque ho i miei dubbi che si possano decidere delle dinamiche guardando solamente il testo. Va bene che può dare una mano ma può essere interpretato in vari modi e non è semplice decidere.
Io sono abbastanza portato verso la stasi. Mi piacciono molto le cose poco accentuate. Per me la canzone dovrebbe cercare di comunicare a prescindere dalle spinte o dagli accenti. Insomma io credo che se si crea la "magia" poi va da sé. Fosse per me la farei tutta uguale. Metterei un sassofono molto delicato che non suona quasi mai quando canto tranne qualche nota molto bassa... Poi volevo porre l'attenzione sul pezzo quello che fa: ta ta ta ta ta. Quello prima di "così principessa è uscita correndo..." capito quale? quello musicare....la scala. secondo me è un po' approssimativo nel senso che ogni volta che lo si suona sembra manchino le ultime note. impressione mia?

10 marzo, 2006 15:52  
Blogger franco said...

ok, sono d'accordo. suona poco e melodico.
per quando riguarda il ta ta ta ta ti posso dire, per conto mio, che in sala non lo suono sempre "bene", cioè spesso faccio la stessa cosa, mentre sul disco ogni volta fa una cosa leggermente diversa. comunque non va a fare ogni volta le note acute, certe volte finisce prima con note più basse, e può dare quell'impressione di manchevolezza...
risentendo il pezzo nostro, mi sa che il contrabbasso in quelle parti manchi un po' di volume. cioè, nell'incisione di brassens il contrabbasso è moolto presente, e in quella scala spunta parecchio. quando suoniamo noi spunta di meno... alessandro, ti viene in mente un modo per risolvere la questione?

10 marzo, 2006 23:35  
Blogger Al Belli said...

alzare il volume?

11 marzo, 2006 13:33  
Blogger Lizardopulo said...

Io sono d'accordo con voi, in effetti se il contracoso si fa sentire di più e il sax si mette sulle note basse si può creare più "groove" e dare una sonorità più calda e atmosferica che non sarebbe niente male.

11 marzo, 2006 13:43  
Blogger franco said...

belli jr, sei geniale!

11 marzo, 2006 14:21  
Blogger franco said...

alessà, ci pensi tu a riferire i nostri discorsi a biagio?
sennò invitalo sul blog

11 marzo, 2006 14:23  
Blogger Al Belli said...

no, comunque... devo evitare di andare sull'ottava alta e magari cercare un suono più presente e suonare più forte le ultime note. ora lo invito sul blog...

11 marzo, 2006 14:36  
Blogger franco said...

infatti, prova con la dinamica. pure nicolas arriva su quell'ottava, quindi mi sa che è semplicemente un fatto di volume/dinamica
e naturalmente di suono (nicolas non s'attaccava al mixer da 100 euri)

11 marzo, 2006 14:42  
Blogger Lizardopulo said...

Chi cazzo è Nicolas??????

13 marzo, 2006 13:52  
Blogger franco said...

quel signore che stava spesso dietro a brassens quando suonava. con un grosso strumento tra le mani...
un po' come quello che stava dietro a sgarbi quando faceva "sgarbi quotidiani"

13 marzo, 2006 15:18  

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